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Le Città metropolitane? Italia Solidale: "Un altro fallimento" PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Magaldi   

 
“La riforma costituzionale? Un pastrocchio” PDF Stampa E-mail
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Dopo le Comunali subito i comitati per il NO a Referendum PDF Stampa E-mail
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RIFORME, ITALIA UNICA:DOPO COMUNALI AVVIEREMO COMITATI DEL 'NO' A REFERENDUM
(OMNINAPOLI) Napoli, 28 APR -


"Le imminenti amministrative sono un
appuntamento di enorme importanza, ma con l'approvazione della riforma
costituzionale al Parlamento si è già aperta una lunga e delicata campagna
elettorale, che  ci  porterà al voto per il referendum confermativo di
ottobre". Lo dice Enzo Rosario Magaldi, coordinatore  della Città
Metropolitana-Provincia di Napoli di Italia Unica, il partito di Corrado
Passera. "Subito dopo le amministrative - spiega Magaldi - inaugureremo a
Napoli e in provincia, i nostri comitati del "no" perché la riforma non
ci piace nel merito e nel metodo, considerando che è stata ratificata dalla
sola maggioranza parlamentare. Quanto al merito, un Senato così concepito,
per esempio, assomiglia a una camera parlamentare depotenziata: approva le
leggi costituzionali, possiede le immunità parlamentari, elegge due giudici
costituzionali, dispone inchieste parlamentari su materie regionali, ma non
al punto da disporre della fiducia al governo. Senza parlare - aggiunge
Magaldi - dell'ingiusta legge elettorale che non solo impedisce ai
cittadini di esprimersi per la scelta dei propri rappresentanti alla Camera
dei Deputati, ma assegna uno sproporzionato premio di maggioranza alla lista
vincente rispetto all'eventuale risultato della coalizione.Al ballottaggio,
alla lista vincente potrebbe addirittura bastare il 20-25% dei
consensi per vincere elezioni. Per queste ragioni - conclude Magaldi - il
referendum confermativo d'autunno assume una forte connotazione politica,
un primo avviso di sfratto a questa maggioranza di governo".

 

 
Complementarietà, tra la politica monetaria , le politiche fiscali e le riforme strutturali. PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Magaldi   

Messaggio di Massimo Lo Cicero alla convesazione di gruppo

Nello spazio di dieci giorni Christine Lagarde ha costretto un racconto, discorsivo ma denso di contenuti ed autorevole,
ed un documento, che esplicita la dimensione dei rischi ela necessità delle soluzioni, rispetto agli sviluppi dell’economia
e della politica alla scala globale. Interessante, e simbolica, ovviamente la presentazione dei temi alla Bundesbank edalla
Goethe University nella città di Francoforte: il domicilio della Banca Centrale Europea ed il cuore finanziariodell’Unione Europea
e dell’area dell’euro. I due club che si specchiano tra di loro: il club dell’euro ed il club del mercato unico. Emerge, dalla
conferenza della Lagarde e dal Rapporto di Aprile dell’IMF una questione che deve essere approfondita, proprio quando
si guarda a quella parte delle economie avanzate che viene definita Unione Europea.Bisogna capire se, e come,le così dette
riforme strutturali e la mancata presenza di una ragionevole tasso di inflazione stiano deprimendo il tasso di crescita:
a prescindere dai tempi e dei modi della incertezza geopolitica che si allarga alla scala mondiale. Il Fondo Monetario
ipotizza una spinta dal lato dell’offerta, mediante cambiamenti radicali (le riforme strutturali) ed una moderata inflazione,
che possa, attraverso politiche fiscali, e diminuendo sia la spesa corrente che la pressione fiscale, promuovere investimenti
da collegare ed allargare attraverso i primi progetti del piano Junker. Ma, proprio nello spirito della cooperazione tra le
politiche, il Fondo Monetario, e la stessa Lagarde,non ritengono di dover ribaltare il paradigma della politica economica
europea: passare dal lato della domanda a quello dell’offerta. La formula di una riduzione radicale della vera e propria
occupazione della spesa pubblica, e della relativa fiscalità necessaria per alimentarla, potrebbe esprimere uno spazio da
colmare con la spesa dei consumi delle famiglie e con l’ingresso di investimenti privati da parte delle imprese. Magari
affiancando questo processo macroeconomico alla ripresa dei finanziamenti, una volta riordinati i sistemi bancari ed
avendoli messi in sicurezza. Ed aggiungendo anche la cooperazione tra i paesi dell’area euro: grazie alla spesa per
investimenti, che possa allargare la dimensione dei mercati ma anche generare gli effetti di lungo periodo, prodotti
dagli investimenti. Che nascono dalla domanda ma diventano fattori di crescita nel lungo periodo. Si sta creando,
sembrerebbe, tra la politica monetaria non convenzionale di Mario Draghi una spinta, da parte dell’offerta , che non
esprime un ribaltamento ma una complementarietà, tra la politica monetaria – non convenzionale ma necessaria – le
politiche fiscali e le riforme strutturali.

 
COMUNALI, MAGALDI (ITALIA UNICA): PROSSIMO SINDACO. DELIBERA SU LOBBISTI PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Magaldi   

Fonte Articolo Agenzia OMNINAPOLI  02 Aprile

"L'incidente, per così dire, occorso all'ex ministra Federica Guidi, messa in difficoltà da un'improvvida telefonata del suo fidanzato, dimostra quanto ormai sia urgente, perché indispensabile, approvare una legge che regoli i doveri e gli ambiti di influenza dei lobbisti verso lo Stato". Lo dichiara in una nota Enzo Rosario Magaldi, coordinatore della Città Metropolitana-Provincia di Napoli di Italia Unica. "E' venuto il momento di affrontare concretamente i punti critici che riguardano la "mala gestio" della pubblica amministrazione e in particolare il rapporto con i cosiddetti portatori di interesse. Ciò principalmente a livello governativo, ma anche in realtà che acquisiranno sempre maggiore importanza come le città metropolitane. Sono convinto - aggiunge Magaldi  - che anche il prossimo sindaco di Napoli debba varare una delibera che regoli in maniera trasparente il rapporto tra l'istituzione e i lobbisti affinché i cittadini possano sapere in qualunque momento quali sono i gruppi che tendono a influenzare i poteri decisionali nei provvedimenti più delicati.  Tuttavia - conclude Magaldi - le notizie che giungono da Roma non sono incoraggianti. Al Senato il decreto legge sulle lobby si è arenato in commissione Industria sotto il fuoco di fila degli oppositori, che sono più o meno gli stessi di sempre: farmacisti, notai, avvocati, dentisti, tassisti, assicuratori, banche, ordini professionali".

 
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