APPELLO PER LA BAIA DEL "CARAUGNO" Stampa
Scritto da Enzo Magaldi   

da “Il Golfo” di Domenica 8 luglio 2007

PROCIDA. INIZIATIVA DI 14 ASSOCIAZIONI PER LIBERARE LO SPECCHIO D'ACQUA DAGLI ALLEVAMENTI PER TONNI ROSSI

APPELLO PER LA BAIA DEL "CARAUGNO"

PROCIDA. Migliaia di cartoline firmate da procidani e turisti inonderanno il comune di Procida per chiedere al sindaco e al consiglio comunale la liberazione del mare della baia del “Caraugno” dalle gabbie ivi collocate per l’allevamento dei tonni rossi. La mobilitazione è partita domenica scorsa a Piazza Marina Grande. Ben 14 sono le associazioni che hanno aderito all’iniziativa: Pro Loco, Procida Oggi, Arci Agorà, Arte Factory 14.41, Borgo Marinaro Chiaiolella, Maia, Vivara, Ascoin, Cgil, Ambientalisti Solchiaro, Confesercenti, Federconsumatori, Grillo Parlante, Unpli. Fabrizio Borgogna, presidente isolano della ProLoco, ne spiega i motivi: «La risorsa mare è uno degli elementi fondamentali del nostro turismo. La baia del “Caraugno” da sempre è stato un luogo di grande qualità ambientale. Decine e decine di natanti vi sostano d’estate; centinaia di procidani e turisti vi fanno i bagni. Questi allevamenti di tonni rappresentano un oggettivo pericolo di inquinamento delle acque». Ciò che scrive a riguardo Alfonso Gianni di “Greenpeace”è illuminante: «Le deiezioni dei tonni all’ingrasso ed i grossi quantitativi di mangime, in parte non consumato, sono fonte di potenziale inquinamento. Inoltre - prosegue Borgogna - non si comprende affatto un simile allevamento proprio al momento del varo della Riserva Marina del Regno di Nettuno che classifica il posto in questione come “zona B”. Last but not least i vantaggi che ricava la comunità procidana sono ridotti a zero, nel momento in cui le società che vi operano non sono più isolane, una è salernitana, l’altra è addirittura turca». A tal riguardo, la cartolina da sottoscrivere trova ispirazione proprio nella scena che rappresenta San Michele, patrono dell’isola, che, spada in pugno, scaccia da Procida i Turchi invasori. «Nessun razzismo - spiega ancora Borgogna - solo una richiesta di aiuto al santo protettore, sperando che illumini il cuore e la mente dei nostri amministratori, convincendoli a venire incontro alla nostra richiesta attraverso la revoca delle concessioni rilasciate per l’ingrasso dei tonni». La concessioni furono rilasciate a due società locali negli anni 2001 e 2002. La prima fu data alla Cooperativa “Il Cigno Verde” per un’area di 26.000 metri quadri di mare. Durata 10 anni. costo: canone annuo di 302 euro. La seconda l’ottenne la società “Marisol” per un’area di 20.000 metri quadri di superficie marina, durata quindicinale, canone annuo di 305 euro. Entrambe le società hanno usufruito per l’installazione degli impianti di contributi pubblici europei, statali e regionali. Ora mentre la “Marisol” ha ceduto la maggioranza delle quote azionarie ai fratelli Della Monica, imprenditori del settore, provenienti da Cetara, sulla costa amalfitana, “Il Cigno Verde” ha costituito una società , la “Akua International”, con operatori turchi. Il dottor Magaldi, amico di Procida, ha promesso di andare a fondo. Interesserà del problema l’assessore provinciale Francesco Borrelli e finanche il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.