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"Mamma lui turchi" tratto da "Procida Oggi" del 2 giugno 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da Domenico Ambrosino   

ARRIVANO GLI IMPRENDITORI TURCHI NEGLI ALLEVAMENTI DI TONNI NELLA BAIA DEL CARAUGNO

Mamma li Turchi!

“Mamma li Turchi! San Michele aiutaci tu!” Quando il 19 aprile scorso la motonave ‘Akua DeM 2”, con tanto di bandiera della mezzaluna, è apparsa nella baia del Caraugno, il pensiero è tornato alle scorrerie che i Barbareschi erano soliti effettuare nell’isola.

Stavolta, però, l’unità turca che aveva chiesto ed ottenuto dal nostro Circomare la “libera pratica” per operare, era giunta al Caraugno con un compito meno violento, ma comunque - e vedremo perché - abbastanza penalizzante per la nostra comunità: procedere all’installazione di una serie di nuove vasche per l’allevamento e l’ingrasso di tonni.

 

E così, la splendida baia che guarda Capri, un mare ricco di flora e fauna, sulla cui platea continentale sono ancora presenti numerosi ricci , oltre a cozze, sconcigli ed altri frutti di mare, fondali in cui cresce il corallo con grotte sottomarine scoperte e censite da una ricerca diretta personalmente dal prof. Moccheggiani Carpano, direttore del Servizio Tecnico dei Beni Culturali di Archeologia Subacquea del Ministero, è diventata la fattoria ove si coltivano i tonni.

L’insediamento delle nuove gabbie fa parte di un’operazione condotta dalla Cooperativa “Il Cigno Verde”, presidente Franco Di Liello, titolare di una concessione decennale per mq 26.400 dal 2001 e beneficiaria di un contributo pubblico di euro 586.720, che insieme alla consociata turca “Akua International”, ha formato una nuova società, la “Akua Italia srI”, con amministratore unico, il turco Osman Kocaman.

Da tempo, dal 2002, nel Caraugno, opera un’altra società, la “Marisol”, inizialmente con amministratore il dott. Alfonso Capodanno, con una concessione quindicinale su un’area di 20.000 mq, anch’essa assegnataria di contributi pubblici per euro 929.907, per un costo complessivo del progetto previsto di 1.327.439,74 euro. A quanto ci risulta, negli ultimi tempi, Capodanno e altri soci procidani, hanno ceduto la maggioranza delle quote societarie alla “Tuna Farm”, con amministratore delegato Vittorio Foglia Manzillo.

Ebbene, noi abbiamo espresso da tempo tutte le nostre perplessità e preoccupazioni per il destino della baia. E non siamo isolati.

Un comitato composto da procidani e turisti si è costituito nell’isola. Ne fanno parte professionisti, giornalisti, uomini di spettacolo. cittadini comuni. I fini sono molto semplici: difendere e tutelare un bene universale dl grande pregio ambientale qual è la baia del Caraugno. La quale è una formidabile risorsa di quel turismo qualitativo su sui Procida può e deve puntare per il suo sviluppo. Sono al vaglio varie iniziative per chiedere la revoca delle concessioni. Anche perché, diciamocelo francamente, con questi allevamenti di tonni, le ricadute occupazionali sul nostro territorio, già minimali, ora con l’arrivo dei Turchi sono ridotte vicino allo zero.

Per cui l’Amministrazione Comunale competente in materia di concessioni, e che attualmente ricava, a riguardo, nel Caraugno, una somma annua di poco superiore ai mille euro, è chiamata ad un atto di coraggio amministrativo. Se ha la volontà politica, ha tutti i mezzi e gli strumenti per revocare le concessioni. Visto che nell’atto concessorio esiste l’articolo 6 che così recita: “La concessionaria accetta di lasciare libera l’area concessa senza alcun indennizzo qualora la zona in concessione dovesse essere impiegata per preminenti interessi pubblici”. I quali esistono e come! Il Sindaco Lubrano si attiverà in tal senso o i procidani dovranno di nuovo invocare l’intervento di San Michele?

Nel frattempo sono stati contattati esperti e studiosi dell’ambiente marino.

Del problema sono stati interessati i movimenti ecologisti, in particolare i “verdi”.

Il dottor Enzo Magaldi, membro della Federazione Regionale dei Verdi, ha assicurato il suo impegno sulla problematica.

“Procida è una risorsa ambientale immensa. La mia proposta di farne l’emblema di un’agenzia mondiale dell’ambiente ci impone, ora, il recupero e la valorizzazione della baia del Caraugno. Non tralasceremo, perciò, nessuna iniziativa per far scomparire le “gabbie” dei tonni dalla baia.

D.A.