LA MORTE DI VITTORIO MESSORI (1941- 2026)
INTELLETTUALE CRISTIANO RAZIONALE
Alla vigilia del suo 85esimo compleanno, la notte di Venerdì Santo
3 aprile u.s., si è spento nell’abitazione di Desenzano sul Garda,
Vittorio Messori, nato il 16 aprile 1941 a Sassuolo, nell’Emilia
modenese, in diocesi di Reggio Emilia. Con lui scompare un Uomo
che ha dedicato l’intera esistenza ad indagare l’irrisolto mistero
della Fede cristiana in prospettiva razionale.

Messori, giornalista di qualità e rinomato scrittore cattolico, deve la
notorietà internazionale ai libri divenuti autentici best-seller (basti
citare, “Ipotesi su Gesù”, “Scommessa sulla morte”, “Dicono che è
risorto”, etc) e alla diretta frequentazione con due pontefici,
Giovanni Paolo II e Benedetto XIV, in singolare rapporto di franca
Amicizia. Occorre precisare che il serrato confronto col secondo è
demarrato già da quando l’allora cardinale Joseph Ratzinger,
rivestiva la carica di Prefetto della Dottrina della Fede ed in questa
veste e memore della docenza teologica nell’Università tedesca,
diede un apporto determinante alla stesura dell’Enciclica “Fides et
ratio” (14.9.98).
Tale documento pontificio, che ha assunto importanza minore sol a
“Lumen gentium” , “Populorum Progressio” dell’età conciliare e
della “De Rerum Novarum” di Leone XIII, intende segnare una
tappa di riconciliazione della Chiesa cattolica romana con il
substrato culturale del Mondo moderno, originato dall’illuminismo
(da Emmanuel Kant a Jean-Jacques Rousseau). Alla vigilia del
debutto del Terzo Millennio, il magistero pontificio ha avvertito
l’esigenza di puntualizzare come: ”La fede e la ragione sono come
le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la
contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore
dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di
conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere
anche alla piena verità su se stesso”.
Le varie sue pubblicazioni oltre ad essere state molto divulgate,
hanno inciso sul panorama culturale italiano e internazionale come
poche altre, in quanto in grado di intercettare l’ansia di
scarnificazione della verità dell’Uomo tardo novecento. Messori
nato in famiglia anticlericale, frequenta liceo e università statali,
impregnati di cultura laica. Si laurea a Torino in Scienze politiche
con Alessandro Galante Garrone, discutendo una tesi sul
Risorgimento, dopo aver frequentato le lezioni di Maestri del
pensiero liberali, del calibro di Luigi Firpo e Norberto Bobbio.
Nel 1964, la folgorazione di fede e sentimentale sulla via di Assisi,
che lo porta a trascorrere un intero anno presso la “Pro Civitate
Christiana” di Don Giovanni Rossi, nella cittadina umbra, durante il
cui periodo incontra l’amata Compagna di un’intera esistenza
Rosanna Brachetti. Nel 1970 diventa redattore, alternandosi a
Giorgio Calcagno – altro grande figura di Intellettuale cattolico
(Almese 1929 – San Benedetto Tronto 2004), catturato dalla
soffusa bellezza delle colline Picene e dall’ospitalità della gente
marchigiana – del pioneristico Inserto culturale del quotidiano
torinese “La Stampa”, per poi passare dal 1978 a dirigere “Jesus” e,
a fine secolo scorso, alla collaborazione col “Corriere della Sera”.
Nel 1976 l’uscita di “Ipotesi su Gesù”, esperimento di giornalismo
investigativo sul Nazareno di Galilea, segna la svolta; dal 1978 è
chiamato presso le Edizioni paoline a tenere a battesimo la rivista
mensile Jesus. Nel 1982 pubblica “Scommessa sulla morte”, che
prende in considerazione la centralità del marxismo allora
dominante il panorama culturale. Tuttavia il leit motiv della sua
appassionata ricerca è costituito dalla storicità dei Vangeli e dalla
razionalità della fede cristiana, demarrando dalla celeberrima
scommessa pascaliana.
Escono nel 1987 “Inchiesta sul cristianesimo”, una sorta di dialogo
ecumenico laico con il substrato culturale di altre religioni, di atei e
agnostici; nel 1992 “Patì sotto Ponzio Pilato” , nel 2000 “Dicono che
è risorto”, sulle orme paoline circa la centralità della Risurrezione
nel kerigma e nel 2005 “Ipotesi su Maria”.
Il libro, scritto nel 1984 dopo alcuni colloqui ravvicinati avuti col
cardinal J. Ratzinger durante il periodo di vacanze in montagna
“Rapporto sulla fede” schizza in testa alle classifiche; nel 1994,
esattamente a distanza di un decennio, in forza di intervista con
Karol Woytila, il Papa polacco, dà alle stampe “Varcare le soglie
della Speranza”, altro successo editoriale. Da questo intenso
rapporto, da collaboratore esterno del quotidiano di via solferino (il
Corsera), è prescelto dal Pontefice per comunicare al di fuori della
Mura vaticane la decisione irrevocabile del pontefice di non
rinunciare al pontificato per gravi motivi di salute.
“Senza il chiodo della Fede, l’attaccapanni della morale“ non si
regge dritto, amava sovente ripetere, per significare la necessità
impellente – nel secolarizzato mondo contemporaneo, ove i paesi
occidentali devon esser terra di missione rievangelizzatrice – di
testimoniare l’essenziale della fede, la sequela incondizionata di
Gesù il Nazareno di Galilea e l’annuncio del mistero pasquale.
“Di Gesù non si parla tra persone educate e benpensanti; al pari del
sesso, il denaro e la morte, Gesù Cristo rientra tra gli argomenti che
mettono a disagio nella conversazione”, quasi un tabù per
l’intellettuale moderno a la page!. Ebbene il cristiano autentico –
questo il lascito dell’insegnamento e assidua ricerca di Messori –
deve conservare la proverbiale franchezza (parresia), riconoscere
che il Salvatore continua a rappresentare uno scandalo inaudito agli
occhi del Mondo e non temere il disagio e “lo scarto” esistenziali.
Una S. Messa si terrà sabato 11 aprile h. 10.30, presso l’abbazia
benedettina di Maguzzano, nelle immediate adiacenze del Lago di
Garda, dove Vittorio Messori aveva profuso passione e impegno
per allestire la Cappella della “Madonna dell’Ulivo”, simbolo di Pace
e Speranza, nel giardino circostante, assecondando la devozione
mariana rafforzatasi in prossimità del transito celeste.
Roma, 9 aprile 2026
Jacopo S. Francis BARTOLOMEI

