{"id":1145,"date":"2026-04-30T11:33:47","date_gmt":"2026-04-30T09:33:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/?p=1145"},"modified":"2026-04-30T11:35:11","modified_gmt":"2026-04-30T09:35:11","slug":"un-paese-che-non-sa-parlarsi-una-serie-di-considerazioni-di-gianfranco-meazza-sul-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/2026\/04\/30\/un-paese-che-non-sa-parlarsi-una-serie-di-considerazioni-di-gianfranco-meazza-sul-25\/","title":{"rendered":"&#8220;Un Paese che non sa parlarsi&#8221;.Una serie di considerazioni di Gianfranco  Meazza sul 25 Aprile."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15688\" src=\"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/italiasolidale\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/489106476_1203336321807149_5907646244667142032_n-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">&#8220;Ogni anno, il 25 aprile, l\u2019Italia si divide. Non \u00e8 una novit\u00e0: si divide da ottant\u2019anni, con la stessa furia e la stessa ostinazione. Anche Sassari, come ogni anno ha celebrato l\u2019evento con il consueto incontro a Palazzo Ducale e l\u2019intervento del Sindaco e dei partecipanti festanti, con la Autorit\u00e0 presenti. Non ho avuto modo di sentirlo ma certamente immagino sia stato consono al tema, sia sul piano istituzionale che personale. Non gli manca certo lo spessore \u00a0per interventi di questo tipo.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Purtroppo come ogni volta la data del 25 aprile segna la divisione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15687\" src=\"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/italiasolidale\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/imvages.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Cos\u00ec Ansa di oggi:<em>\u201cla giornata del 25 aprile si \u00e8 trasformata in una giornata segnata da polemiche, scontri e aggressioni, fino addirittura agli spari contro una coppia dell\u2019Anpi a margine del corteo nella Capitale. Ma \u00e8 l\u2019intero quadro delle piazze, da Nord a Sud, a restituire un clima segnato da tensioni e divisioni\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">(https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/cronaca\/2026\/04\/25\/colpi-di-pistola-ad-aria-compressa-a-roma-contro-due-iscritti-allanpi-ferita_6eb8bb86-2406-4b3d-ac8b-30406cd74880.html).<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ci\u00f2 che colpisce non \u00e8 la divisione in s\u00e9 \u2014 ma la fedelt\u00e0 di ciascuna parte a s\u00e8 stessa. Come se il Paese non imparasse nulla, come se il calendario girasse a vuoto trascinandoci ogni volta nello stesso gorgo.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Al momento tra i tanti che scrivono, merita la lettura dell\u2019editoriale di Marcello Veneziani sul quotidiano \u201cLa Verit\u00e0\u201d (26 aprile 2026, pag. 3) laddove conta le anime che si agitano attorno alla Festa della Liberazione e ne ha trovate sei, sette.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/reader.directreader.it\/read\/prj_5cd5a3ad15cab\/pub_5cd5a3ad914e4\/5009-10-15?token=eyJ0eXAiOiJKV1QiLCJhbGciOiJIUzI1NiJ9.eyJwcm9qZWN0SWQiOiJwcmpfNWNkNWEzYWQxNWNhYiIsInByb2plY3RQZXJtaXNzaW9uc0JpdG1hc2siOjF9.WxpiatkegcpXLD1O_Iza4UJIVKT5876XW1J-xVgydpk&amp;hasNewsstand=true&amp;variantId=268715&amp;page=3\">https:\/\/reader.directreader.it\/read\/prj_5cd5a3ad15cab\/pub_5cd5a3ad914e4\/5009-10-15?token=eyJ0eXAiOiJKV1QiLCJhbGciOiJIUzI1NiJ9.eyJwcm9qZWN0SWQiOiJwcmpfNWNkNWEzYWQxNWNhYiIsInByb2plY3RQZXJtaXNzaW9uc0JpdG1hc2siOjF9.WxpiatkegcpXLD1O_Iza4UJIVKT5876XW1J-xVgydpk&amp;hasNewsstand=true&amp;variantId=268715&amp;page=3<\/a><\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Antifascisti ecumenici e antifascisti di tradizione comunista, radicali terzomondisti e nostalgici, riconciliatori e revisionisti, chi vuole guardare avanti e chi non riesce a smettere di guardare indietro. Un arcipelago di identit\u00e0 contrapposte che si fronteggiano ogni aprile come eserciti sulle trincee. Con un\u2019unica certezza condivisa: che la versione degli altri \u00e8 quella sbagliata.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La domanda che emerge da questo spettacolo annuale non \u00e8 storica. \u00c8 pi\u00f9 profonda: esiste un\u2019Italia al di l\u00e0 delle sue fazioni? Duole rilevare che non esiste proprio. Non esiste in quanto la coscienza nazionale italiana non \u00e8 mai stata davvero compiuta. L\u2019unificazione del 1861 fece l\u2019Italia senza fare gli italiani \u2014 come disse nella sostanza D\u2019Azeglio con amarezza profetica. Centosessantacinque anni dopo, quell\u2019operazione \u00e8 ancora in sospeso.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Si continuano a fare discorsi celebrativi, come d\u2019altronde \u00e8 giusto che ogni sindaco faccia per ragioni istituzionali.\u00a0 Ma il 25 aprile segna il sintomo pi\u00f9 visibile dell\u2019incompiutezza dell\u2019Italia. Non la causa \u2014 il sintomo. La frattura esiste tutto l\u2019anno, nascosta sotto la cortesia della retorica. Quella data la porta in superficie con la brutalit\u00e0 di uno specchio. Uno specchio che nessuno vuole guardare davvero. Al posto del confronto si \u00e8 insediata la sua parodia, negare l\u2019evidenza, interrompere,\u00a0 dire \u201c\u00e8 falso\u201d, \u201cnon ho mai detto questo\u201d, anche di fronte alla prova scritta, agli archivi, ai documenti.\u00a0 Sullo sfondo di questo atteggiamento vi un pensiero che ha radici ideologiche precise. Coloro che entrano nel dibattito con questa logica non vogliono partecipare a uno scambio: ma conducono\u00a0 una guerriglia. E contro la guerriglia, le armi del ragionamento non bastano. La memoria storica \u2014 la Resistenza, il fascismo, la guerra civile \u2014 \u00e8 diventata arsenale politico. Non si discute per capire: si combatte per affermare il proprio campo e delegittimare quello avverso. La storia si trasforma in mito di combattimento, e come tale diventa impermeabile ai fatti, alle sfumature, alle prove. Mentre il mondo affronta l\u2019Intelligenza Artificiale e le grandi trasformazioni del presente, noi litighiamo ancora sui fatti del 1945 \u2014 come afferma Veneziani con ironia che \u00e8 anche diagnosi.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Anche quando l\u2019interlocutore non \u00e8 in malafede, il dialogo autentico richiede una condizione preliminare \u2014 un terreno comune. Non l\u2019accordo sulle conclusioni, ma l\u2019accordo su ci\u00f2 che conta come prova, su come si distingue il vero dal falso. Quando questa base manca, non si dialoga: si recita. Ci si scontra in un teatro dove ognuno porta il proprio copione e nessuno ascolta davvero l\u2019altro. \u00c8 esattamente lo spettacolo che si ripete ogni 25 aprile, in ogni piazza, in ogni studio televisivo.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Eppure il dialogo \u2014 e qui sta il punto pi\u00f9 prezioso \u2014 non serve a convertire nessuno. L\u2019illusione di poter convincere l\u2019avversario con gli argomenti giusti \u00e8 una trappola che ha logorato generazioni ispirate \u00a0alla buona volont\u00e0. Il dialogo serve a qualcosa di pi\u00f9 modesto e di pi\u00f9 reale: capire come pensa l\u2019altro, da dove viene, cosa teme, qual \u00e8 la logica interna della sua visione. Non per dargli ragione, ma per conoscerlo davvero. E questa \u00e8 gi\u00e0, di per s\u00e9, la base minima per costruire qualcosa insieme.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La proposta di Veneziani \u2014 restituire all\u2019Italia una memoria storica plurale e condivisa, fatta di tutti gli eventi significativi del passato e non di una data sola \u2014 va esattamente in questa direzione. Per ricordare la storia ci sono 365 giorni, non uno soltanto, che per giunta ci divide. Una civilt\u00e0 \u00e8 troppo grande per essere rinchiusa in un solo fatto storico, per giunta troppo recente per essere fondativa di un Paese antico e troppo vecchio per essere la base di un futuro.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Tutto questo richiede per\u00f2 una qualit\u00e0 che \u00e8 rara del tempo presente: l\u2019umilt\u00e0. Non la debolezza, non la resa \u2014 ma l\u2019umilt\u00e0 intesa come capacit\u00e0 di rimanere in ascolto anche quando si \u00e8 convinti di avere ragione. Di lasciarsi sorprendere. Di non fare della propria parte politica una religione di cui l\u2019altro \u00e8 l\u2019eretico da bruciare. Il sistema della comunicazione di massa non premia questa qualit\u00e0: il sistema attuale della comunicazione premia invece\u00a0 lo slogan, il colpo basso. Un sistema malato che nel corso dei decenni ha selezionato un tipo di umanit\u00e0 che non si interroga mai, che risponde sempre, che non si vergogna di nulla.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il 25 aprile del 2026 perci\u00f2 \u00e8 andato come tutti gli altri cos\u00ec anche a Sassari. Le piazze si sono riempite, le bandiere sventolate, i discorsi sovrapposti, le polemiche rinnovate. Domani si ricomincia. E l\u2019anno prossimo, alla stessa data, la stessa scena. A meno che qualcuno non decida, finalmente, che costruire una coscienza nazionale \u00e8 pi\u00f9 urgente di combattere la guerra delle memorie. Che fare gli italiani \u2014 davvero \u2014 (che \u00e8 addirittura propedeutico per un pensiero europeo) \u00e8 il compito rimasto in sospeso da centocinquant\u2019anni.&#8221;<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Sassari, 26 aprile 2026<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Gianfranco Meazza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ogni anno, il 25 aprile, l\u2019Italia si divide. Non \u00e8 una novit\u00e0: si divide da ottant\u2019anni, con la stessa furia e la stessa ostinazione. Anche Sassari, come ogni anno ha celebrato l\u2019evento con il consueto incontro a Palazzo Ducale e l\u2019intervento del Sindaco e dei partecipanti festanti, con la Autorit\u00e0 presenti. 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