{"id":21,"date":"2010-06-17T12:52:42","date_gmt":"2010-06-17T10:52:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/2010\/06\/17\/il-socialismo-e-morto-ma-la-sinistra-no\/"},"modified":"2010-06-17T12:52:42","modified_gmt":"2010-06-17T10:52:42","slug":"il-socialismo-e-morto-ma-la-sinistra-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/2010\/06\/17\/il-socialismo-e-morto-ma-la-sinistra-no\/","title":{"rendered":"Il socialismo \u00e8 morto ma la sinistra no"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Il   socialismo \u00c3\u00a8 morto. La data precisa del decesso \u00c3\u00a8 nota &#8211; il 1989 &#8211;  ma gi\u00c3\u00a0 da  tempo la sua salute era malferma. Per tutta la durata della  sua storia il  termine stesso di &#8220;socialismo&#8221; \u00c3\u00a8 stato conteso e  rivendicato da gruppi politici  d&#8217;ogni sorta, dai comunisti agli  anticomunisti. La storia della sinistra \u00c3\u00a8  costellata di infinite  dispute sul suo significato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\"> In passato, la principale  linea di demarcazione passava tra la sinistra  rivoluzionaria e quella  riformista. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">La  prima  non credeva nella possibilit\u00c3\u00a0 di una trasformazione della  societ\u00c3\u00a0 attraverso i  metodi parlamentari. In tempi relativamente  recenti, il libro di Ralph Miliband  Socialismo parlamentare \u00c3\u00a8 stato  considerato un testo chiave, largamente adottato  dalle universit\u00c3\u00a0 in  molte parti del mondo. Secondo le tesi di Miliband, una  societ\u00c3\u00a0  socialista non avrebbe potuto nascere attraverso una vittoria   elettorale, ma solo per vie extraparlamentari, dato che i socialisti  dovevano  trasformare lo Stato in quanto tale. Altri esponenti della  linea rivoluzionaria,  di tradizione sia leninista che trotzkista,  mantenevano per\u00c3\u00b2 un atteggiamento  meno categorico di quello di Ralph  Miliband nei confronti della &#8220;democrazia  borghese&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Per   converso, e a partire dall&#8217;opera di Eduard Bernstein, il socialismo  riformista  si era proposto di conseguire il cambiamento sociale  passando per il parlamento  e per la democrazia elettorale. Quasi tutte  le attuali formazioni di  centro-sinistra hanno origine da figure  fondatrici della stessa area. Una delle  maggiori ironie della storia \u00c3\u00a8  il fatto che il socialismo rivoluzionario,  determinato a trasformare  profondamente il mondo e apparentemente impegnato in  quest&#8217;opera per  mezzo secolo, \u00c3\u00a8 scomparso quasi senza lasciare traccia. <\/span> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Ormai  continua ad esistere solo in regimi che hanno dimostrato  di non avere un futuro,  come quello cubano, o sopravvive come una  flebile eco in paesi quali la Cina o  il Vietnam. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">La   stessa idea di un superamento del capitalismo attraverso una  rivoluzione  politica laica \u00c3\u00a8 quasi del tutto scomparsa. La sinistra  estrema di oggi si  definisce solo in termini di contrapposizione &#8211; a  volte &#8220;anti-capitalista&#8221;, ma  pi\u00c3\u00b9 spesso &#8220;no global&#8221;. Se si eccettua  l&#8217;Islam radicale, i rivoluzionari in  politica ormai non esistono pi\u00c3\u00b9.  Perch\u00c3\u00a9 l&#8217;idea centrale che ha fatto da  propulsore al socialismo  rivoluzionario, la nozione alla base della definizione  stessa del  socialismo &#8211; l&#8217;idea cio\u00c3\u00a8 che un&#8217;economia controllata e rispondente ai   bisogni umani possa sostituirsi ai meccanismi dei prezzi e del profitto &#8211;  una  volta messa alla prova, \u00c3\u00a8 fallita dovunque. Era un&#8217;idea  sbagliata. <\/span> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Il  socialismo riformista ha creduto in  un&#8217;economia mista. Ha ritenuto possibile  imbrigliare le irrazionalit\u00c3\u00a0  del capitalismo riservando allo Stato un ruolo  parziale nella vita  economica. I &#8220;settori chiave&#8221; dell&#8217;economia &#8211; quali i  trasporti, le  comunicazioni, l&#8217;industria siderurgica, il carbone e l&#8217;energia   elettrica &#8211; dovevano rimanere sotto il controllo dello Stato. Dopo la  seconda  guerra mondiale, per vari decenni in Occidente questo  &#8220;compromesso&#8221; era sembrato  in grado di funzionare: non per\u00c3\u00b2 grazie ai  meriti del socialismo di per s\u00c3\u00a9,  bens\u00c3\u00ac per quelli della teoria  economica formulata da un liberale, John Maynard  Keynes. Lo Stato ha  potuto cos\u00c3\u00ac esercitare sull&#8217;economia un controllo generale  regolando  la domanda, mentre il welfare forniva una rete di sicurezza quando le   cose non andavano per il verso giusto. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Oggi  la  domanda chiave \u00c3\u00a8 se anche questo tipo di socialismo sia morto. La  mia risposta \u00c3\u00a8  un chiaro s\u00c3\u00ac: non vi sono eccezioni alla netta,  inequivoca constatazione con cui  ho iniziato quest&#8217;articolo. Il pi\u00c3\u00b9  delle volte, lo stato ha dimostrato la sua  inadeguatezza nella  conduzione diretta delle imprese. D&#8217;altra parte, la gestione  della  domanda in senso keynesiano ormai non \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 efficace, e pu\u00c3\u00b2 anzi  diventare  controproducente nel contesto di un mercato globale. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Cosa  rimane dopo la fine del socialismo? O in altri termini,  cosa resta della  sinistra? (NdT: in inglese la domanda \u00c3\u00a8 un bisticcio:  what is left of the left?)  Ricordo le interminabili discussioni su  questi temi ai convegni degli anni &#8217;90.  Le risposte (almeno a mio modo  di vedere) sono oggi pi\u00c3\u00b9 chiare di allora. La  sinistra \u00c3\u00a8  sopravvissuta alla fine del socialismo. Esiste una chiara linea di   discendenza dal socialismo riformista agli attuali partiti di  centro-sinistra,  ma in termini di valori assai pi\u00c3\u00b9 che politici. La  sinistra sostiene una serie  di valori quali l&#8217;egualitarismo, la  solidariet\u00c3\u00a0, la tutela dei pi\u00c3\u00b9 vulnerabili,  cos\u00c3\u00ac come la convinzione  che l&#8217;azione collettiva sia necessaria all&#8217;efficace  perseguimento di  questi obiettivi. Il concetto di &#8220;azione collettiva&#8221; \u00c3\u00a8 riferito  non  solo al ruolo dello Stato, ma anche a quello di altri organismi della   societ\u00c3\u00a0 civile. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Tuttavia  oggi la sinistra  non pu\u00c3\u00b2 pi\u00c3\u00b9 definirsi semplicemente negli stessi termini del   socialismo d&#8217;un tempo, come la via per limitare i danni inflitti dai  mercati  alla vita sociale. Se \u00c3\u00a8 vero che il capitalismo ha tuttora  bisogno di regole,  oggi il compito dei governi \u00c3\u00a8 quello di favorire un  miglior funzionamento dei  mercati, di espandere il loro ruolo,  piuttosto che ridurlo. Non ha senso  contestare come antioperaia la  politica di liberalizzazione del mercato del  lavoro, che con ogni  ragione il nuovo governo italiano sta tentando di portare  avanti.  L&#8217;attuale compartimentazione del mercato del lavoro in Italia non   contribuisce minimamente a promuovere la causa della giustizia sociale,  ma  rappresenta al contrario uno dei fattori di aumento della  disoccupazione, oltre  ad aggravare l&#8217;insicurezza di chi lavora nei  settori informali e non protetti.  Nei paesi scandinavi, che in Europa  hanno raggiunto il grado pi\u00c3\u00b9 elevato di  giustizia sociale, il mercato  del lavoro \u00c3\u00a8 stato oggetto di riforme radicali. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">La   sinistra non pu\u00c3\u00b2 pi\u00c3\u00b9 definirsi in contrapposizione alle riforme del  welfare.  Come ho gi\u00c3\u00a0 ricordato, lo stato sociale \u00c3\u00a8 nato come rete di  sicurezza, che  subentra quando si perde il posto di lavoro, si  divorzia, ci si ammala o si  invecchia. Alcune di queste funzioni  permangono, ma oggi il welfare deve  assumere sempre pi\u00c3\u00b9 le  caratteristiche di un meccanismo di investimento sociale.  In un&#8217;era di  libert\u00c3\u00a0 individuali e di aspirazioni sempre maggiori, dobbiamo   investire nelle persone per aiutarle ad aiutarsi da s\u00c3\u00a9. Il sistema  scolastico  dev&#8217;essere riqualificato in maniera radicale per consentirci  di affrontare un  mondo sempre pi\u00c3\u00b9 competitivo; e occorre inoltre  facilitare l&#8217;accesso a  un&#8217;istruzione superiore di alta qualit\u00c3\u00a0, e  aprire percorsi formativi anche alle  fasce di et\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 avanzata. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">La  sinistra non pu\u00c3\u00b2 pi\u00c3\u00b9 definirsi nei termini di una  concezione classica delle  libert\u00c3\u00a0 civili. Non \u00c3\u00a8 di destra ammettere  che la criminalit\u00c3\u00a0 e il disordine  sociale rappresentano un grave  problema per molti cittadini. Non \u00c3\u00a8 di destra  sostenere che  l&#8217;immigrazione dovrebbe essere controllata, o chiedere agli  immigrati  di farsi carico di una serie di responsabilit\u00c3\u00a0 civili, ivi compreso   l&#8217;obbligo di apprendere la lingua nazionale. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Non  \u00c3\u00a8 di  destra cercare di dare risposte efficaci al terrorismo. Le nuove  minacce  terroristiche cui le societ\u00c3\u00a0 occidentali devono far fronte  non sono paragonabili  a quelle dei tempi delle Brigate rosse, o al  terrorismo &#8220;locale&#8221; dell&#8217;IRA o  dell&#8217;ETA. Il terrorismo di tipo nuovo \u00c3\u00a8  pi\u00c3\u00b9 globale, e potenzialmente di gran  lunga pi\u00c3\u00b9 letale. Il diritto  di sentirsi al sicuro dalla violenza terroristica \u00c3\u00a8  di per s\u00c3\u00a9 una  libert\u00c3\u00a0 importante, che va ponderata rispetto alle altre. Infine,  la  sinistra ovviamente non pu\u00c3\u00b2 pi\u00c3\u00b9 definirsi in contrapposizione alla  democrazia  parlamentare. Il multipartitismo ha i suoi difetti, ma  l&#8217;alternativa non pu\u00c3\u00b2  essere il cosiddetto &#8220;Stato del popolo&#8221;. La  rappresentanza popolare di stampo  sovietico si \u00c3\u00a8 dimostrata tutt&#8217;altro  che democratica. Oggi la sinistra deve dare  la sua piena adesione al  pluralismo, sia in campo politico che nel pi\u00c3\u00b9 ampio  contesto sociale. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\">Sono  favorevole all&#8217;idea della creazione di un partito unificato  della sinistra in  Italia. Non se so in pratica ci\u00c3\u00b2 sar\u00c3\u00a0 possibile:  dopo tutto, in passato la  sinistra \u00c3\u00a8 stata ripetutamente affondata  dalle scissioni e divisioni al suo  interno. Ma credo che la sinistra  post-socialista possa e debba essere pi\u00c3\u00b9  ecumenica di quanto tendesse a  esserlo la sinistra radicale. E&#8217; necessario  continuare a innovare in  politica, per poter essere in grado di portare avanti i  valori della  sinistra in un mondo di massicce trasformazioni sociali. Ma   l&#8217;innovazione politica pu\u00c3\u00b2 nascere solo dal libero scambio delle idee,  non certo  da un chiuso dogmatismo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family: Arial;\"><span style=\"line-height: 150%;\"> (Traduzione di Elisabetta Horvat) <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il socialismo \u00c3\u00a8 morto. La data precisa del decesso \u00c3\u00a8 nota &#8211; il 1989 &#8211; ma gi\u00c3\u00a0 da tempo la sua salute era malferma. 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