{"id":29,"date":"2010-06-17T13:25:21","date_gmt":"2010-06-17T11:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/2010\/06\/17\/considerazioni-sempre-attuali\/"},"modified":"2010-06-17T13:25:21","modified_gmt":"2010-06-17T11:25:21","slug":"considerazioni-sempre-attuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/2010\/06\/17\/considerazioni-sempre-attuali\/","title":{"rendered":"Considerazioni sempre attuali"},"content":{"rendered":"<p>Tratto dal libro &#8220;Riccardo Lombardi&#8221; lungimirante riformista pubblicato  nel 2004<br \/>Considerazioni sempre attuali<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/lombardi.jpg\" border=\"0\" width=\"69\" height=\"96\" align=\"left\" \/>L&#8217;errore in cui \u00e8 caduta una gran parte della  sinistra del PCI \u201cDS&#8221;, alla luce delle considerazioni che faceva  Lombardi gi\u00e0\u00a0 nel &#8217;66 \u00e8 certamente quello di voler a tutti costi evitare  il contributo e il coinvolgimento dell&#8217;allora PCI, nei processi di  ristrutturazione e riforma della societ\u00e0 . Ed \u00e8 questo lo stesso  perverso meccanismo che<\/p>\n<p>scatta nei confronti  del PSI degli anni\u00a0 \u02dc90 &#8211; e di quello che ne resta &#8211; nei successivi anni  dal &#8217;93 in poi , che si ripete , con maggiore vigore fino al 2000 e  oltre, con l&#8217;uso sconsiderato di toni aspri, certamente non degni, di  chi, in quel momento, si sente di rappresentare una storia cosi grande  come quella del PCI.\u00e0\u02c6 in questo stesso parallelo, il perverso  meccanismo, che spiega il travaglio che si consuma nella sinistra, dove  si determinano ferite profonde, che a volte, sembrano diventare  insanabili perch\u00e8 portate fino all&#8217;estremo individualismo e al pi\u00e0\u00b9  fazioso interesse di parte. Dopo il fallimento &#8211; che sconvolge tutto il  sistema politico &#8211; dell&#8217;iniziativa di riforma elettorale lanciata da\u00a0  alcuni\u00a0 , convinti che fosse questo lo strumento pi\u00e0\u00b9 adatto a  traghettare l&#8217;Italia fuori dalla confusione ingenerata dal deflagrare  degli eventi successivi al periodo\u00a0 dei processi di piazza . C&#8217;e&#8217; un  momento, che questo progetto, rivelatosi ben presto inadeguato e troppo  ambizioso, per la sua incompletezza, risulta non essere considerabile  l&#8217;unica soluzione o via di fuga;<br \/>Ed \u00e8 in questo clima che Giuliano  Amato ed altri lanciano un&#8217;iniziativa che appare subito coinvolgente .  Un&#8217;iniziativa che nello spirito del maggioritario, tenta di ricomporre  l&#8217;energie delle forze riformiste , sindacali e del mondo delle  professioni, del riformismo cattolico e del mondo laico, in un  riformismo europeo di tipo socialdemocratico.Cos\u00ec come l&#8217;8 marzo del &#8217;69  nasceva l&#8217;ACPOL (associazione di cultura politica) un vero e proprio  forum di attivit\u00e0\u00a0 politica comune tra la sinistra socialista e la nuova  sinistra cattolica, nel &#8217;95, in una saletta affollata, a Roma,  riecheggia il nome della rivista &#8220;Italia Domani (Domani d&#8217;Italia)&#8221;, si  tenta di evitare la sommatoria di forze residue , ma di rilanciare un  nuovo meccanismo, certamente pi\u00e0\u00b9 aderente ai cambiamenti del sistema  politico, che tenga conto di tutto il peso ormai determinante dei media\u00a0  \u00a6e\u00a0 dei mostri\u00a0 che, ormai fuori da ogni logica, ingenera.<br \/>A  conferma di come la storia si intrecci e continui nei fatti, il suo  percorso basti ricordare, a supporto del progetto che rilancia Giuliano  Amato con\u00a0 Italia Domani, i leit motiv di Riccardo Lombardi che dal &#8217;68  in poi va ripetendo\u00a0 la necessit\u00e0\u00a0 assoluta di riforme strutturali e non  solo di sovrastruttura e dove Lombardi vede una nuova sinistra &#8211; che  dialoga con il movimento studentesco e con il mondo dell&#8217;imprenditoria &#8211;  che parla alla sinistra cattolica, soprattutto, a quella della CISL e  delle ACLI sempre pi\u00e0\u00b9 autonoma dalla DC e al mondo della cultura  accademica.<br \/>Tanti bei nomi con una grande storia, o, quantomeno, di  antica data Cerfeda, Cafagna , Covatta, Epifani, Giugni, La Malfa,  Morese, Maccanico, Larizza, Roversi-Monaco, Spaventa, Treu \u00a6<br \/>Anche  questa per \u00f2 \u00e8 una fiammata che si spegne sotto le prime gocce d&#8217;acqua!<br \/>Fallito  il tentativo, il testimone passa ad altri nel\u00a0 \u02dc96 con la spinta\u00a0  dell&#8217;avvocato di Torino , si riparte con Prodi e nascono i comitati  Prodi, spunta L&#8217;Ulivo che vince le elezioni per il rinnovo delle Camere.  Una forza semplice ma forte: sembra che ci sia una spinta, anche se  meno laica verso una forma di riformismo solidale.<br \/>Tutto dura poco:  ai DS ex PCI non basta. Nel &#8217;99 nasce la cosa 2, forte di un grande  (forse, falso) spirito unitario con l&#8217;ambizione di raccogliere dentro  un\u00a0 \u02dcunica&#8217; grande forza politica, le varie componenti del riformismo  socialdemocratico.<br \/>Ambizioso e solo sulla carta, in realt\u00e0\u00a0 si rivela  essere quasi la resa dei conti, per i notabili di un partito sempre  pi\u00e0\u00b9 diviso, che non fa tesoro della amara esperienza di altri, che  avevano gi\u00e0\u00a0 vissuto gli stessi travagli che, oggi cominciavano ad  affrontare diventando loro forza di Governo, cominciano ad affrontare.<br \/>Cos\u00ec,  Prodi viene\u00a0 promossoPresidente della Commissione Europea e D&#8217;Alema si\u00a0  costringe alla Presidenza del Consiglio!<br \/>La cosa 2 non diventa un  partito socialdemocratico unico della sinistra Europea, \u00e8 un ulteriore  grande ed amarissima delusione. Stati generali, mobilitazioni solo  farneticazioni di ingenui idealisti. Tutto si scontra con la dura  realt\u00e0\u00a0 &#8211; Ed ecco che la grande intuizione di Craxi: la gran voglia  della societ\u00e0\u00a0 di\u00a0 liberalsocialismo , sottovalutata dalla intera  sinistra, diventa realt\u00e0 . Realt\u00e0\u00a0 che una societ\u00e0\u00a0 cosi frastornata da\u00a0  consumismo\u00a0 e\u00a0 mediaticit\u00e0 chiede sempre pi\u00e0\u00b9 a gran voce. Craxi aveva  compreso come l&#8217;Europa ormai avesse ritenuto conclusa la lunga ricerca  di una socialdemocrazia, che la cosiddetta sinistra voleva indicare come  il pi\u00e0\u00b9 moderno sistema di governo per l&#8217;Europa, in condizione di  competere con il\u00a0 grande modello americano. Togliere l&#8217;illusione ai  laici e la speranza ai cattolici non si rivela un buon viatico, la  mancanza di\u00a0 sicurezze\u00a0 &#8211; da quelle sociali alle personali &#8211; danno una  grande spinta, comunque, alla voglia di provare il nuovo. Cos\u00ec \u00e8 storia  di oggi il nuovo governo Berlusconi. Oggi \u00e8 evidente come l&#8217;Europa si  muova in tal senso e trovi quindi la sinistra assolutamente impreparata a  governare questo processo di cui invece si \u00e8 fatto portavoce il ceto  moderato di destra della classe politica e dirigente.<br \/>Uno dei  principali guasti degli ultimi periodi \u00e8 stato il determinare e ritenere  ininfluente la scomparsa della\u00a0 ragion di Stato , considerandolo un  fattore superfluo per la tenuta e la crescita dello Stato stesso. Mentre  invece, \u00e8 da considerare che \u00e8 stato proprio il trincerarsi intorno a  questo\u00a0 vecchio valore\u00a0 ci \u00f2 che in diverse grandi democrazie  internazionali ha consentito una costante indispensabile spinta a  reagire all&#8217;incalzare dei cambiamenti fisiologici della societ\u00e0 .<br \/>La  mancanza di uomini di Stato, e, il voler cancellare a tutti i costi  anche quello che di buono \u00e8 stato fatto negli ultimi 50 anni, hanno  contribuito a determinare l&#8217;attuale clima di insicurezza.<br \/>Altri Paesi  come la Francia che hanno sempre conservato forte il senso dello Stato  hanno aperto e chiuso il capitolo corruzione in tre mesi, mettendo sul  piatto della bilancia il danno di immagine di un intero Paese, in cambio  di un falso ripulisti di uomini e non di meccanismi. Il tutto senza  intaccare la struttura portante delle scelte che solo se operate possono  costituire una reale inversione di tendenze in una societ\u00e0 . Una  societ\u00e0\u00a0 che si rivela sempre pi\u00e0\u00b9 insicura e confusa, ma che \u00e8 molto  pi\u00e0\u00b9 veloce nelle scelte, a dispetto, di quelle ormai fuori tempo della  politica!<br \/>Il vero problema nella nostra era, \u00e8 un problema di ruoli.<br \/>Il  rispetto del ruolo consente che non si ingeneri confusione e  pressappochismo, di qui la conseguente mancanza di valori non sostituiti  n\u00e0\u00a9 sostituibili, poich\u00e0\u00a9 forse ancora da inventare.<br \/>La base di  tutto diventa l&#8217;occupazione dello spazio, dietro un simbolo dietro una  scelta non c&#8217;\u00e8 scelta ideologica, ma convenienza di spazio, la volont\u00e0\u00a0  di poter esprimere solo il proprio individualismo.<br \/>Oggi la societ\u00e0\u00a0  con le sue scelte, \u00e8 molto avanti rispetto alla politica, che avrebbe il  dovere di guidare quest&#8217;ultime, indirizzare le energie migliori,  utilizzare le intelligenze pi\u00e0\u00b9 adeguate, ma come pu \u00f2 una classe  dirigente formatasi, nella migliore ipotesi, solo dal principale impegno  di un mondo accademico con perenni arretratezze di strutture, essere  all&#8217;altezza di tale compito?<br \/>Il mondo accademico internazionale, ma  soprattutto il nostro, con gli attuali mezzi, non pu \u00f2 pi\u00f9, da solo,  costruire menti aperte al confronto e con senso di autocritica che sono  requisiti indispensabili per la crescita di un tessuto sociale sano,  fertile adeguato ai veloci mutamenti che impone la\u00a0 cosiddetta  globalizzazione.<br \/>La sfida per gli anni a venire, se la politica vuole  riassumere il suo ruolo\u00a0 \u201c peraltro indispensabile per un reale  sviluppo della societ\u00e0\u00a0 &#8211; \u00e8 quella di ritrovare, insieme a capacit\u00e0\u00a0 e  qualificazione dei suoi operatori, tanta, tanta passione!<\/p>\n<p>Napoli  maggio 2002 Enzo Rosario Magaldi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dal libro &#8220;Riccardo Lombardi&#8221; lungimirante riformista pubblicato nel 2004Considerazioni sempre attuali L&#8217;errore in cui \u00e8 caduta una gran parte della sinistra del PCI \u201cDS&#8221;, alla luce delle considerazioni che faceva Lombardi gi\u00e0\u00a0 nel &#8217;66 \u00e8 certamente quello di voler a tutti costi evitare il contributo e il coinvolgimento dell&#8217;allora PCI, nei processi di ristrutturazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-29","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-varie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}