{"id":97,"date":"2010-06-17T13:15:11","date_gmt":"2010-06-17T11:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/2010\/06\/17\/principi-e-prassi\/"},"modified":"2010-06-17T13:15:11","modified_gmt":"2010-06-17T11:15:11","slug":"principi-e-prassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/2010\/06\/17\/principi-e-prassi\/","title":{"rendered":"Principi e prassi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoBodyText\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"center\">Relazione di Luigi Covatta al  convegno di Orvieto  dell&#8217;associazione Libert\u00e0 Eguale<\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;\">Innanzitutto un breve commento  alla ricerca di Mannheimer, i cui risultati testimoniano di un  disorientamento dell\u2019opinione pubblica davvero preoccupante. Cala la  fiducia nella magistratura e cresce il numero di quanti considerano  urgente la riforma del sistema giudiziario. Ma cala anche il livello di  civilt\u00e0 giuridica, se il 66% degli intervistati preferisce un innocente  in galera a un colpevole in libert\u00e0, e il 31% \u00e8 favorevole alla pena di  morte. Tanto da autorizzare il sospetto che la stessa sfiducia nella  magistratura nasca dall\u2019eccesso di aspettative di cui essa \u00e8 stata  investita negli ultimi anni, anche in relazione alla caduta di  aspettative rispetto al sistema politico.<\/span><\/p>\n<div><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana; font-weight: normal;\"><span style=\"font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;\">Del resto dieci  anni fa Alessandro Pizzorno aveva descritto con disincantato realismo, e  senza nessuna acrimonia nei confronti della magistratura, il nesso che  esiste fra crisi della democrazia rappresentativa ed espansione del  potere giudiziario, e non aveva nascosto la deriva verso la crisi dello  Stato di diritto che ne consegue. Se infatti all\u2019arena elettorale si  sostituisce un insieme impalpabile in cui ad ogni testa non corrisponde  un voto (quella che Habermas definisce la \u201csfera pubblica\u201d, e cio\u00e8 \u201cuna  cerchia pi\u00f9 o meno ristretta, dove agiscono, si esprimono e intrecciano i  loro rapporti sia i membri della classe politica in senso proprio, sia  intellettuali e leader di opinione, giornalisti e altri, imprenditori di  movimenti e associazioni, attivisti, esperti delle istituzioni\u201d),<span> <\/span>sar\u00e0 inevitabile che questa stessa \u201csfera pubblica\u201d si  sostituisca alle aule dei tribunali e che la magistratura assuma come  criterio di verifica del proprio operato quello del \u201criconoscimento  politico\u201d: col risultato di trasformare il controllo di legalit\u00e0 in  quello che Pizzorno definisce il \u201ccontrollo della virt\u00f9\u201d.<\/span><a name=\"_ftnref1\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn1\" title=\"_ftnref1\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[1]<\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-weight: normal;\"><a name=\"_ftnref1\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn1\" title=\"_ftnref1\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Altri  studiosi hanno descritto lo stesso fenomeno con approcci diversi,  giungendo peraltro a conclusioni simili. Maria Stella Righettini,  analizzando la politicizzazione dei poteri neutri,<span> <\/span>ha  messo in luce la mutazione genetica che l\u2019evoluzione dell\u2019ambiente  mediatico ha determinato nella forma della politicizzazione della  magistratura, per cui ai \u201cpartiti giudiziari\u201d (le tradizionali correnti  dell\u2019ANM collaterali al sistema politico) si \u00e8 sostituito il \u201cpartito  dei giudici\u201d, il cui rapporto col sistema politico \u201ctende a risolversi  in un conflitto, piuttosto che in un\u2019alleanza tra <em>\u00e8lites<\/em>\u201d, perch\u00e9  \u201cnon si svolge nell\u2019arena elettorale ma all\u2019esterno e fa leva sul  rapporto diretto tra poteri neutrali ed opinione pubblica\u201d.<a name=\"_ftnref2\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn2\" title=\"_ftnref2\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[2]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Mauro Calise ha messo a fuoco lo stesso  fenomeno sul versante dell\u2019universo mediatico, a sua volta orientato a  svincolarsi dal collateralismo verso il sistema politico: con la  differenza, per\u00f2, che mentre il \u201cpartito dei giudici\u201d esercita un potere  effettivo, il \u201cpartito dei media\u201d esercita un potere effimero, per cui  ha un ruolo solo facendosi megafono di altri poteri (nel caso italiano  fino al 1994 sia del movimento referendario che del \u201cpartito dei  giudici\u201d, e poi specialmente di quest\u2019ultimo dopo l\u2019eterogenesi dei fini  referendari verificatasi con la vittoria di Berlusconi).<a name=\"_ftnref3\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn3\" title=\"_ftnref3\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[3]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Da ultimo Roberto Racinaro ha osservato  che \u201ci poteri neutri si politicizzano\u201d perch\u00e8 \u201cla politica si  neutralizza\u201d, in quanto \u201cnon attiene pi\u00f9 \u2013almeno in apparenza- al campo  della decisione\u201d, ma \u201cprovvede a portare a compimento ci\u00f2 che non si pu\u00f2  fare a meno di fare\u201d, dal momento che \u201ccos\u00ec vuole la legge, cos\u00ec  vogliono i trattati, cos\u00ec suggerisce la scienza, o la globalizzazione, o  lo sviluppo economico\u201d. E se la politica dimentica di essere \u201cl\u2019arte  del possibile, non del necessario\u201d, inevitabilmente lascia il passo alla  giurisdizione, che invece si muove a suo agio proprio nel valutare  \u201ccomportamenti che scorrono entro i binari della necessit\u00e0\u201d.<span> <\/span>Senza  dire che \u201cquando i valori comuni diventano introvabili, quando le leggi  sono vaghe e pletoriche e la colpa non ha pi\u00f9 un contenuto ben  identificabile, paradossalmente \u00e8 l\u2019accusa a costituire la colpa e non  pi\u00f9 il contrario\u201d e \u201cla criminalizzazione offre un valido sostituto di  quelle immagini e di quei simboli comunitari che sono scomparsi\u201d.<a name=\"_ftnref4\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn4\" title=\"_ftnref4\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[4]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Come se Berlusconi  non ci fosse <\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Basterebbero queste citazioni per  giustificare il titolo di questa sessione, che vuole trattare della  questione giustizia \u201ccome se Berlusconi non ci fosse\u201d; e soprattutto per  smentire la tesi secondo cui quella della giustizia non sarebbe una  questione prioritaria se non per Berlusconi. La crisi della democrazia  rappresentativa e l\u2019esondazione del potere giudiziario che ne deriva,  infatti, non sono fenomeni contingenti. Sono fenomeni cruciali con cui  le forze politiche democratiche non possono fare a meno di misurarsi,  perch\u00e8 ne va della loro stessa legittimazione. E se proprio si vuole  enfatizzare anche questa volta la peculiarit\u00e0 del caso italiano sarebbe  il caso innanzitutto di riconoscere che Berlusconi probabilmente non ci  sarebbe se non avesse vinto la sua partita prima che nell\u2019arena  elettorale proprio in quella \u201csfera pubblica\u201d gioiosamente attraversata  nei primi anni \u201990 dal \u201cpartito dei giudici\u201d e dal \u201cpartito dei media\u201d.  E\u2019 facile osservare, infatti, che chi nella \u201csfera pubblica\u201d ferisce  nella \u201csfera pubblica\u201d pu\u00f2 anche perire. E che nella \u201csfera pubblica\u201d in  cui le opinioni fanno premio sui principi e possono miscelarsi nel modo  pi\u00f9 imprevedibile pu\u00f2 anche accadere che il 66% degli intervistati in  un sondaggio preferisca l\u2019innocente in galera al colpevole in libert\u00e0  mentre il 66% degli intervistati in altri sondaggi esprima gradimento  per un capo del governo che non nasconde le sue opinioni  sull\u2019amministrazione della giustizia. Non serve, a questo proposito,  eccepire che quello di Berlusconi \u00e8 un garantismo peloso. Serve invece  allarmarsi per la miscela esplosiva che si produce nel mercato delle  opinioni quando in esso la moneta cattiva scaccia quella buona, come \u00e8  accaduto in Italia da molti anni a questa parte. Se non altro per questo  sarebbe bene che chi si oppone a una maggioranza in cui convivono umori  forcaioli ed urgenze garantiste evitasse di voltarsi dall\u2019altra parte  quando si parla di giustizia e scavasse invece nella contraddizione che  attraversa la cultura delle forze di governo, possibilmente non per  lisciare il pelo ai forcaioli.<span> <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">La  tesi \u201cbenaltrista\u201d incautamente sostenuta finora dal PD, comunque,  appare ancora pi\u00f9 fallace se applicata alla congiuntura politica in cui  ci troviamo. E\u2019 infatti innegabile che sono segnate dall\u2019iniziativa del  potere giudiziario l\u2019alfa e l\u2019omega della vicenda della seconda  Repubblica, cominciata con<span> <\/span>il pronunciamento del pool di  Milano contro il decreto Conso e finita, dopo essere stata azzoppata  dalla bocciatura extraparlamentare della \u201cbozza Boato\u201d, con le ordinanze  della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Ed \u00e8 altrettanto evidente  che senza una posizione in materia la \u201cvocazione maggioritaria\u201d del PD  non regge n\u00e9 nell\u2019immediatezza dello scontro politico \u2013che non a caso si  svolge fra Berlusconi e Di Pietro- n\u00e9 in una prospettiva di maggiore  respiro, perch\u00e9 elude il confronto con una crisi di sistema che mette in  gioco sia la qualit\u00e0 della democrazia, sia la credibilit\u00e0 dei controlli  di legalit\u00e0, come ha ben spiegato Sergio Romano, paventando che senza  una radicale riforma si giunga al \u201cparadossale risultato di screditare  contemporaneamente, anche se in campi opposti della societ\u00e0, sia il  partito della legalit\u00e0 sia quello della legittimit\u00e0 democratica\u201d.<a name=\"_ftnref5\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn5\" title=\"_ftnref5\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[5]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">La costituzione  materiale del sistema giudiziario italiano<\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Lo  scenario fin qui descritto mette nella giusta luce innanzitutto le  cause esogene dell\u2019espansione del potere giudiziario, che come si \u00e8  detto Pizzorno individua nell\u2019indebolimento del potere rappresentativo.  Da questo punto di vista non sarebbe inutile una riflessione  sull\u2019efficacia delle innovazioni istituzionali introdotte in Italia  negli ultimi quindici anni al di fuori di un compiuto e consapevole  disegno di revisione costituzionale. Magari per chiedersi se la tendenza  alla verticalizzazione dei poteri esecutivi non abbia troppo  compromesso il ruolo di controllo delle assemblee, e se d\u2019altra parte la  giusta esigenza di semplificazione del sistema dei partiti non abbia  dato un ulteriore colpo alla capacit\u00e0 inclusiva della democrazia  rappresentativa. Ma la riflessione sulle cause esogene dell\u2019esondazione  del sistema giudiziario non esclude una parallela e autonoma riflessione  sulle cause endogene dello stesso fenomeno, che \u00e8 appunto quello che ci  accingiamo a fare qui. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">A questo proposito \u00e8 bene innanzitutto  sgombrare il campo dai falsi alibi. Il principale lo ha smontato Augusto  Barbera quando ha negato che per riformare il sistema giudiziario  servano radicali revisioni costituzionali.<a name=\"_ftnref6\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn6\" title=\"_ftnref6\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[6]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a> Perfino la separazione delle carriere non contraddice lo spirito e la  lettera della Costituzione del \u201948, se \u00e8 vero che essa (art. 107)  distingue fra le garanzie riconosciute ai magistrati giudicanti,  elencate nel primo comma, e le prerogative del Pubblico ministero,  rinviate nell\u2019ultimo comma alle norme sull\u2019ordinamento giudiziario, solo  \u201cprovvisoriamente\u201d quelle del 1941 in virt\u00f9 della VII disposizione  transitoria. E l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale comunque non preclude  leggi applicative meno irragionevoli di quelle in vigore, come ha  argomentato di recente Tullio Padovani.<a name=\"_ftnref7\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn7\" title=\"_ftnref7\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[7]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Da rivedere radicalmente, invece, \u00e8 la  costituzione materiale del sistema giudiziario, risultato del combinato  disposto di legge elettorale per il CSM e legge Breganze,  deresponsabilizzazione dei capi degli uffici e novelle al Codice  Vassalli, procedure di reclutamento e cattiva allocazione delle risorse,  e via dicendo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">E\u2019 probabilmente grazie a questa  costituzione materiale che ora la Costituzione formale \u201cfatica nel  compito di creare concordia\u201d fra principio di legittimit\u00e0 e principio di  legalit\u00e0, come ha osservato Gustavo Zagrebelsky, che ha rilevato che si  stanno divaricando \u201cle strade della legittimit\u00e0 e della legalit\u00e0 (la  prima, adeguatezza ad aspettative concrete; la seconda, conformit\u00e0 a  norme astratte)\u201d, ed ha ammonito che senza una riforma che vada \u201calla  radice, per colmarlo, dello scarto tra legalit\u00e0 e legittimit\u00e0, ci  possiamo attendere uno svolgimento tragico del conflitto tra una  legalit\u00e0 illegittima e una legittimit\u00e0 illegale\u201d, dal momento che \u201cdi  legalit\u00e0 si vive, quando corrisponde alla legittimit\u00e0, ma altrimenti si  pu\u00f2 anche morire\u201d.<a name=\"_ftnref8\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn8\" title=\"_ftnref8\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[8]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Non  per scherzo, ma per non morire, \u00e8 quindi urgente procedere alla riforma  radicale (in latino si dice <em>ab imis<\/em>) della costituzione  materiale del nostro sistema giudiziario. E dal momento che la riforma  di una costituzione materiale \u00e8 per sua natura incrementale, \u00e8  auspicabile che a monte dei vari interventi di cui essa si integrer\u00e0 ci  sia da parte delle forze politiche di maggioranza e di opposizione una  comune consapevolezza circa la posta in gioco. E che ci sia anche  consapevolezza dei nuovi termini della questione, senza che alcuni si  attardino ad inveire contro le \u201ctoghe rosse\u201d invece di misurarsi col  partito unico delle toghe ed altri si affannino a cercare il preventivo  consenso dei riformandi invece di perseguire le possibili convergenze in  seno al sistema politico. La riforma di una costituzione materiale,  infatti, anche se non esige leggi di revisione costituzionale, esige che  si legiferi in via ordinaria con spirito costituente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Quanto  al merito delle riforme, non spetta a me dettare ricette, specialmente  davanti a una cos\u00ec qualificata platea di relatori. Mi limiter\u00f2 quindi a  porre alcune questioni, al solo scopo di sollecitare un dibattito che se  vuole essere davvero costituente, come insegna Rawls, deve coprire con  un velo d\u2019ignoranza le proposte sul tappeto.<\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Il Consiglio  superiore della magistratura<\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Cominciamo col Consiglio superiore della  magistratura. Le norme che ne regolano la composizione sono ancora  quelle pensate all\u2019epoca dei \u201cpartiti giudiziari\u201d, e risultano quindi  obsolete nell\u2019epoca del \u201cpartito dei giudici\u201d e del radicale mutamento  del sistema politico con cui i \u201cpartiti giudiziari\u201d scambiavano risorse.  E\u2019 quindi forte il rischio dell\u2019autoreferenzialit\u00e0, con tutte le  conseguenze che ne derivano. Inoltre \u00e8 curioso che una magistratura  professionale che giustamente mette in guardia contro il rischio di  introdurre nel nostro ordinamento magistrati elettivi pretenda poi per  s\u00e9 una magistratura elettiva in sede disciplinare. Infine la<span> <\/span>titolarit\u00e0  della presidenza attribuita al Capo dello Stato, che a mio avviso va  mantenuta, mal si concilia con alcune pretese, come quella di vagliare  preventivamente finanche la costituzionalit\u00e0 dei disegni di legge, che  interferisce innanzitutto con le prerogative dello stesso Capo dello  Stato rispetto al procedimento legislativo.<\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">La separazione delle  carriere<\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Quanto poi alla separazione delle  carriere, \u00e8 appena il caso di osservare che l\u2019introduzione del rito  accusatorio ed il nuovo art. 111 della Costituzione presumono  logicamente la radicale distinzione fra funzioni giudicanti e funzioni  requirenti. L\u2019argomento con cui fin dal 1993 questa ipotesi \u00e8 stata  respinta dai magistrati del pubblico ministero (che rivendicano per s\u00e9  una \u201ccultura della giurisdizione\u201d analoga a quella dei giudicanti a  tutela degli stessi imputati) \u00e8 evidentemente pretestuoso, e denuncia  una nostalgia per il vecchio rito inquisitorio. Senza dire che alcune  prassi investigative seguite dagli inquirenti fanno dubitare della  saldezza della loro \u201ccultura della giurisdizione\u201d. E che nella prassi  l\u2019applicazione del nuovo codice ha leso la \u201ccultura della giurisdizione\u201d  anche presso le prime istanze giudicanti, GIP e GUP. A questo punto,  comunque, sarebbe meglio discutere del \u201ccome\u201d, piuttosto che del \u201cse\u201d.  Anche per scoraggiare pericolose derive verso modelli elettivi del  Pubblico ministero, e cercare invece soluzioni pi\u00f9 equilibrate, anche  per quanto riguarda il rapporto con le forze di polizia. <\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">L\u2019obbligatoriet\u00e0  dell\u2019azione penale<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-weight: normal;\">Veniamo  all\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale. Della possibile eterogenesi dei  fini si \u00e8 gi\u00e0 detto. Essa per\u00f2 diventa praticamente certa stante  l\u2019attuale organizzazione degli uffici giudiziari. Recentemente il  procuratore aggiunto presso il Triibunale di Torino, Bruno Tinti, ha  descritto efficacemente il caos che si determiner\u00e0 nei Tribunali in  seguito all\u2019ex \u201cbloccaprocessi\u201d.<a name=\"_ftnref9\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn9\" title=\"_ftnref9\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[9]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a> Ma implicitamente ha riconosciuto che lo stesso caos domina  l\u2019organizzazione giudiziaria anche senza le nuove norme. Del resto ci  sarebbe da stupirsi del contrario, visto che non esiste organizzazione  al mondo che possa funzionare senza un minimo di ordinamento gerarchico.  La questione riguarda innanzitutto l\u2019ufficio del Pubblico ministero,  che \u00e8 quello che determina l\u2019agenda dei processi e che non \u00e8 pi\u00f9  ordinato gerarchicamente. Una Procura che funziona, invece, \u00e8 quella  antimafia (la cui istituzione fu caldeggiata da Falcone ed osteggiata da  Magistratura democratica), in cui \u00e8 stata ripristinata una certa  gerarchia. <\/span><\/h1>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">L\u2019organizzazione degli uffici e l\u2019allocazione delle risorse<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-weight: normal;\">Un  altro alibi da smontare, a questo proposito, \u00e8 quello relativo alle  risorse. Ci si lamenta che siano scarse, ma stando ai dati del Consiglio  d\u2019Europa solo la Svezia e la Spagna, fra i grandi paesi, hanno una  spesa <em>pro capite<\/em> superiore alla nostra per quanto riguarda  l\u2019amministrazione della giustizia, e solo l\u2019Olanda per quanto riguarda  gli uffici della pubblica accusa (diversa \u00e8 la collocazione del nostro  paese per il sostegno in giudizio ai non abbienti, che \u00e8 la minore di  tutti gli altri dell\u2019Occidente, Danimarca esclusa). Per cui \u00e8 legittimo  chiedersi se la pessima allocazione delle risorse non sia anche una  conseguenza dell\u2019abbandono di ogni gerarchia nell\u2019organizzazione degli  uffici giudiziari. Mentre gi\u00e0 un\u2019organizzazione pi\u00f9 razionale, come a  legislazione vigente viene adottata in alcuni tribunali, assicura una  certa riduzione dei tempi del processo, che comunque non \u00e8 tale da  insidiare il primato assoluto in materia di cui l\u2019Italia gode fra i  paesi del Consiglio d\u2019Europa.<a name=\"_ftnref10\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn10\" title=\"_ftnref10\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[10]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span> <\/span><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">La giustizia civile<\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Finora mi sono concentrato sui problemi  della giustizia penale, perch\u00e9 dal suo dissesto nasce la tragedia  politica e civile di cui parlava Zagrebelsky. Ma dal dissesto della  giustizia civile nasce un\u2019altrettanto grave tragedia sociale ed  economica. Ad essa si pu\u00f2 porre riparo innanzitutto con misure  organizzative come quelle adottate dal Tribunale di Torino che Corrado e  Leonardi illustrano nel saggio gi\u00e0 citato. Fra queste \u00e8 prevista anche  l\u2019attribuzione di piccoli incentivi alla diligenza dei magistrati, che  nessuno impedirebbe di rendere meno piccoli e pi\u00f9 certi se si  introducessero forme di valutazione esterna, magari impegnando i  Consigli giudiziari. Accanto agli incentivi, per\u00f2, \u00e8 bene applicare  disincentivi, a cominciare da quelli relativi al tariffario forense,  spesso fonte di eccessiva litigiosit\u00e0 e di altrettanto eccessive  strategie dilatorie.<span> <\/span><\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">La giustizia  amministrativa<\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Della costituzione materiale del nostro  sistema giudiziario fa parte anche un <em>monstrum<\/em>: un organo  giurisdizionale che \u00e8 anche organo di consulenza di una parte. Mi  riferisco al Consiglio di Stato, che giudica le inadempienze della  stessa Pubblica amministrazione di cui \u00e8 appunto consulente.  Inevitabile, quindi, che con questo vertice abbia finito per diventare  mostruosa anche la base della piramide, costituita da Tribunali che non  giudicano sulla base di diritti, ma di \u201cinteressi legittimi\u201d, e che non  riconoscono la parit\u00e0 delle parti, dal momento che fondano la loro  stessa esistenza sulla preminenza degli interessi di una parte (lo  Stato) su quelli dell\u2019altro (il cittadino). <\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">La riforma del  Codice penale<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-weight: normal;\">La riforma della giustizia, peraltro, non  pu\u00f2 riguardare solo le procedure e l\u2019ordinamento giudiziario, ma deve  investire anche e soprattutto le norme sostanziali che la magistratura \u00e8  chiamata a far rispettare. La riforma del Codice penale<span> <\/span>dovrebbe  essere ormai matura. Sarebbe auspicabile che essa prevedesse ampie  depenalizzazioni, onde concentrare l\u2019azione penale sui reati di maggiore  gravit\u00e0. E sarebbe auspicabile che di questo nel frattempo tenesse  conto anche il legislatore, evitando di ricorrere a sanzioni penali nel  legiferare su nuove ipotesi di reato. Cos\u00ec per\u00f2 non \u00e8, come ha  denunciato di recente Antonio Polito nel commentare le gride governative  contro la prostituzione, l\u2019immigrazione clandestina, la guida in stato  d\u2019ebbrezza e quant\u2019altro integra l\u2019onnicapiente \u201cpacchetto sicurezza\u201d.<a name=\"_ftnref11\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftn11\" title=\"_ftnref11\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Verdana;\">[11]<\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a> Senza dire del simmetrico riflesso condizionato della sinistra, sempre  pronta a penalizzare, invece, il <em>politically uncorrect<\/em>.<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">La stampa e la  riservatezza delle indagini<\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Due parole, infine, sulla riservatezza  delle indagini. Come disse nel 1977 Amendola con intenzioni non  encomiastiche, \u201cl\u2019Italia \u00e8 il paese pi\u00f9 libero del mondo\u201d. In tutti i  paesi civili, infatti, la riservatezza delle indagini, e la stessa  limitazione della pubblicit\u00e0 dei processi, in un modo o nell\u2019altro  vengono garantite. Anche con misure simboliche, come il divieto di  accesso ai fotografi nelle aule giudiziarie o le parrucche indossate dai  giudici di Sua Maest\u00e0 britannica. Non occorre quindi fare grandi sforzi  di fantasia per risolvere il problema. Basta da un lato copiare le  norme tedesche o quelle inglesi. Dall\u2019altro, leggere qualche testo di  semiologia elementare che spieghi la differenza che c\u2019\u00e8 fra uno schizzo a  matita e uno schermo televisivo. In Italia, invece, la libert\u00e0 di  stampa \u00e8 permanentemente in pericolo. Anche quando abbandona ogni  vocazione alla informazione autonoma e rivendica il diritto di  pubblicare intercettazioni telefoniche (che sono veline <em>in re ipsa<\/em>)  con lo stesso vigore con cui dopo la strage di piazza Fontana si  rifiut\u00f2 di prendere per buone le veline dell\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<h1 style=\"line-height: 150%; margin-top: 34px; margin-bottom: 17px;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Ritrovare lo spirito  costituente<\/span><\/h1>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Quanto alle misure preannunciate dal  governo, aspettiamo di vederle prima di giudicarle. Per ora quello che  conta \u00e8 il punto di vista generale, che non pu\u00f2 identificarsi n\u00e9 col  vittimismo degli uni n\u00e9 col benaltrismo degli altri, ma deve, come ho  gi\u00e0 detto, essere orientato da uno spirito costituente.<span> <\/span>Con  questo spirito si potranno meglio valutare anche le riforme gi\u00e0 varate,  alcune delle quali, per la verit\u00e0, sembrano pezze a colore. Ma per  contestare credibilmente il \u201clodo Alfano\u201d bisogna avere il coraggio di  rivisitare l\u2019immunit\u00e0 parlamentare abrogata dopo l\u2019assalto al Raphael;  per contestare il decreto sulle intercettazioni bisogna negare il  principio per cui tutto \u00e8 pubblicabile; e per smascherare la finzione  dell\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale bisogna riorganizzare l\u2019ufficio  del Pubblico ministero, ridimensionando le ambizioni di tanti sostituti.  Soprattutto bisogna che la politica smetta di \u201cneutralizzarsi\u201d e  rivendichi l\u2019autorit\u00e0 di promulgare leggi alle quali soltanto (e almeno)  \u00e8 sottoposta la magistratura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%; margin-top: 0pt; margin-bottom: 17px;\">\u00a0<\/p>\n<p><!--[if !supportFootnotes]--><\/p>\n<hr width=\"33%\" size=\"1\" \/>\n<!--[endif]--><\/p>\n<div id=\"ftn1\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn1\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref1\" title=\"_ftn1\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[1]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> A. PIZZORNO,<strong><em> Il potere dei giudici<\/em>, <\/strong><\/span> <span><span style=\"font-size: small;\">Laterza, 1998.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn2\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn2\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref2\" title=\"_ftn2\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[2]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>Rivista italiana di scienza politica<\/em>, agosto 1995.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn3\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn3\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref3\" title=\"_ftn3\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[3]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> M. CALISE, \t<em>La Costituzione silenziosa<\/em>, Laterza, 1998,  pp. 61-63 e p. 124.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn4\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn4\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref4\" title=\"_ftn4\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[4]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>Da un secolo all\u2019altro<\/em>, Rubbettino, 2004, pp.  236-240.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn5\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn5\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref5\" title=\"_ftn5\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[5]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>Il<\/em> <em>Corriere della sera <\/em><span> <\/span>del 19  luglio 2008.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn6\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn6\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref6\" title=\"_ftn6\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[6]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>Il Riformista<\/em> del 3 settembre 2008.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn7\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn7\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref7\" title=\"_ftn7\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[7]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>Il Riformista<\/em> del 25 luglio 2008;<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn8\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn8\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref8\" title=\"_ftn8\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[8]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>La Repubblica <\/em>del 22 luglio 2008.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn9\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn9\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref9\" title=\"_ftn9\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[9]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>La<\/em> <em>Stampa<\/em> del 19 luglio 2008.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn10\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn10\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref10\" title=\"_ftn10\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[10]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> Si veda a questo proposito <em>Cos\u00ec l\u2019efficienza entra in  tribunale<\/em>, di D. Corrado e M. Leonardi, su <em>Lavoce.info<\/em> del 19  febbraio 2007; <em>L\u2019andamento lento della giustizia civile<\/em>, di M.  Leonardi e M. R. Rancan, su <em>Lavoce.info<\/em> del 2 settembre 2008.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn11\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><a name=\"_ftn11\" href=\"..\/Riformismo\/Covatta_2008_09_26_Orvieto.htm#_ftnref11\" title=\"_ftn11\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"> <span><!--[if !supportFootnotes]--> <span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><span style=\"font-size: small;\">[11]<\/span><\/span><!--[endif]--><\/span><\/span><\/a><span style=\"font-size: small;\"> <em>Il Riformista<\/em> del 13 settembre 2008.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione di Luigi Covatta al convegno di Orvieto dell&#8217;associazione Libert\u00e0 Eguale Innanzitutto un breve commento alla ricerca di Mannheimer, i cui risultati testimoniano di un disorientamento dell\u2019opinione pubblica davvero preoccupante. Cala la fiducia nella magistratura e cresce il numero di quanti considerano urgente la riforma del sistema giudiziario. Ma cala anche il livello di civilt\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-97","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-covatta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.enzomagaldi.eu\/cms2\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}