Piana fa a pezzi il piano assunzioni della Regione Sardegna: i millenovecento nuovi sanitari della Giunta Todde esistono solo sulla carta.

Tratto dalla Gazzetta Sarda del 21 luglio
L’esponente sardista attacca la recente delibera cagliaritana sui concorsi ospedalieri, spiegando come si tratti di un semplice documento di indirizzo senza alcun medico reale e immediato. Sul tavolo anche lo scontro per lo stop agli appalti dei nuovi presidi sanitari di Sassari.
 
La delibera della Giunta regionale sarda, che promette l’arrivo di quasi duemila nuove figure professionali negli ospedali dell’isola, finisce sotto il fuoco incrociato dell’opposizione. Tore Piana, attivista del Partito Sardo d’Azione, interviene a gamba tesa sul provvedimento numero 36/33 varato dall’esecutivo lo scorso 15 luglio, accusando apertamente la presidente della Regione e l’assessore alla Sanità di fare propaganda politica anziché risolvere l’emergenza clinica dopo oltre tre anni di governo. Al centro della contestazione c’è la natura stessa del documento amministrativo firmato a Cagliari, che non si traduce in assunzioni immediate in corsia, ma rappresenta un semplice atto di indirizzo. Si tratta di una mossa burocratica iniziale che serve esclusivamente ad avviare le lente procedure per bandire futuri concorsi, gare pubbliche e meccanismi di trasferimento del personale.
 
I numeri messi in vetrina dalla Regione parlano di un potenziale reclutamento di settecento medici, milleduecento infermieri e cinquanta tecnici di radiologia. L’esponente sardista contesta la reale fattibilità dell’operazione, ponendo un problema pratico che affligge l’intera penisola: in tutta Italia i concorsi pubblici in sanità vanno sempre più spesso deserti per mancanza di candidati, rendendo di fatto un miraggio l’arrivo di una mole così massiccia di camici bianchi esclusivamente verso le strutture della Sardegna. A questo ostacolo si aggiunge il meccanismo della mobilità interregionale. I pochi vincitori di concorso che arrivano da oltre mare, fa notare Piana, tendono a chiedere il trasferimento verso le proprie regioni d’origine dopo un breve periodo di servizio, aggirando i vincoli e lasciando le piante organiche isolane nuovamente scoperte.
 
A certificare le estreme difficoltà nel reperire professionisti clinici sul mercato del lavoro interno, l’attivista evidenzia come la stessa delibera autorizzi i vertici sanitari a cercare il personale medico persino al di fuori dei confini dell’Unione Europea. L’attacco si allarga poi dal personale alle strutture in cemento, puntando il dito contro le scelte urbanistiche dell’attuale amministrazione Todde. Piana accusa la giunta in carica di aver bloccato di proposito le procedure di appalto per la costruzione dei nuovi ospedali, il cui iter era stato precedentemente avviato dall’esecutivo guidato da Christian Solinas. Un freno che, secondo l’esponente politico, penalizza gravemente l’intero territorio e in particolare la città di Sassari, dove la costruzione di un nuovo e moderno polo ospedaliero viene considerata un’urgenza non più rimandabile.
 
La richiesta finale recapitata ai vertici della Giunta regionale chiede di sostituire gli annunci con i consuntivi matematici. Piana pretende di visionare i dati ufficiali sulle assunzioni reali portate a termine e sul numero di professionisti rimasti stabilmente in servizio sull’isola dopo la firma del contratto. Il documento di protesta si chiude sui parametri concreti che il cittadino utilizza quotidianamente per valutare la propria salute: fino a quando le liste d’attesa non verranno abbattute, i reparti chiusi non riapriranno e i pronto soccorso non torneranno a garantire tempi di cura dignitosi, il piano assunzioni della Regione rimarrà soltanto un documento di carta lontano dalla realtà dei pazienti sardi.